venerdì 29 marzo 2013

Una Canzone Per Te


Lei non lo sapeva ma aspettava un Uomo 
Che la scuotesse proprio come un tuono 
Che la calmasse come un perdono 
Che la possedesse e fosse anche un dono

Era tanto tempo che aspettava l'Uomo 
Che la ipnotizzasse solo con il suono 
Di quella sua voce dolce e impertinente 
Che proprio non ci poteva fare niente 

Che la fa sentire intelligente 
Bella, porca ed elegante 
Come se fosse nuda tra la gente 
Ma pura e santa come un diamante 

Un Uomo dolce e duro nell'Amore 
Che sa come prendere e poi dare 
Con cui scopare, parlare e mangiare 
E poi di nuovo farsi far l'Amore 

Per seppellirsi tutta nell'odore 
Che le rimane addosso delle ore 
Che non si vuole mai più lavare 
Per non rischiare di dimenticare 

Che le ricordi che sa amare 
Un Uomo che sappia rassicurare 
Che la faccia osare di sognarsi 
Come non é mai riuscita ad immaginarsi 

Un Uomo pieno di tramonti 
D'istanti, di racconti e d'orizzonti 
Che ti guarda e dice: "Cosa senti?" 
Come se leggesse nei tuoi sentimenti 

Un Uomo senza senso 
Anche un po' fragile ma così intenso 
Con quel suo odore di fumo denso 
Di tabacco e vino e anche d'incenso 

Impresentabile ai tuoi genitori 
Così coerente anche negli errori 
Proprio a te che fino all'altroieri 
Ti controllavi anche nei desideri 

Tu che vivevi nell'illusione 
Di dominare ogni tua passione 
Tu che disprezzavi la troppa emozione 
Come nemica della Ragione 

Non sei mai stata così rilassata 
Così serena ed abbandonata 
Così viva e così perduta 
Come se ti fossi appena ritrovata 

Un Uomo dolce e duro nell'Amore 
Che sa come prendere e poi dare 
Con cui scopare, parlare e mangiare 
E poi di nuovo farsi far l'Amore

["Un Uomo",  Eugenio Finardi]
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lunedì 25 marzo 2013

Elementi Di Pasticceria #5


Lunedì sera.
Fuori una primavera che forse ha paura di arrivare.
E tanti pensieri che non voglio sentire.
Rientro a casa dal lavoro e mi guardo intorno: tra pochi mesi questo posto non sarà più mio ed avrò nuovi spazi da inventare.
Per stasera però mi va bene così, che ho bisogno del mio letto con sotto la mia cagnolina pronta a coccolarmi, di mia madre nell'altra stanza che mi rompe le scatole, del mio computer sulle gambe e di un pezzo di uovo di Pasqua avanzato.

Prima del weekend ho portato una torta ad una persona che l'ha apprezzata molto..qualcuno che forse potrebbe cambiare un po' le mie sorti.
Io me la gioco.
Che male non fa, anche sognare. Anche sperare.

Il corso di pasticceria procede alla grande.
Devo ammettere che attendo sempre con ansia quel martedì sera..
Arrivo, indosso la mia divisa ed è come se facessi un gioco di ruolo.
Ogni due settimane, in quella cucina, per quattro ore sono la Sara che voglio diventare, la me del futuro che spero, che passa le sue giornate sporca di farina e cioccolato, che ha mal di schiena a forza di stare in piedi ad impastare, che sogna un panino con la mortadella dopo tutti quei dolci..
Ed è bello trovare delle persone piacevoli, che ti regalano un sorriso..
Ed uno Chef che crede in te e ti dice di volerti già bene.

Ecco, domani tornerò ad immergermi in tutto questo e al solo pensiero tutto il resto svanisce.

Intanto, la lezione scorsa abbiamo preparato un dolce che ho sempre amato ma non avevo mai preparato.
La pastiera napoletana come la fa la mia nonnina adottiva, ovvero la nonna della mia migliore amica Ancy, non la supererà mai nessuno..ma ci abbiamo provato.
Io l'ho rifatta subito, il giorno dopo la lezione, ed il risultato è stato ottimo..
Se volete provarla, ecco la ricetta!

PASTIERA NAPOLETANA
Ingredienti:

Per la frolla
500 gr di farina
3 uova intere
200 gr di zucchero
200 gr di burro
la buccia di un limone grattugiato

Per il ripieno
400 gr di grano cotto
400 gr di ricotta
250 gr di zucchero
5 tuorli d'uovo
3 albumi
30 gr d'acqua di fiori d'arancio 
2 limoni
150 gr di scorzette di frutta candita
150 gr di zucchero a velo

Procedimento:
Per prima cosa, da quel che ho capito, la pastiera è un dolce che ha bisogno di tempo per la lavorazione, quindi frolla e ripieno andrebbero preparati il giorno prima.
Per la frolla ho semplicemente unito tutti gli ingredienti e lasciato lavorare la planetaria (santa subito!), dopodiché ho creato una palla, l'ho avvolta nella pellicola e l'ho messa a riposare in frigo.
La preparazione del ripieno è molto semplice.
Prima bisogna lavorare la ricotta con un cucchiaio di legno ed eventualmente passarla al setaccio, per renderla morbidissima.
Poi si aggiunge lo zucchero e si amalgama il tutto.
Pian piano vanno poi aggiunti i tuorli, gli albumi montati a neve, la scorza grattugiata dei limoni e le scorzette.
Infine, si aggiunge il grano cotto (ovvero quella cosa orrenda e dall'aspetto vomitevole che però poi diventerà pura delizia dentro la pastiera)!
Io ho provato anche la variante al cioccolato, per chi non ama i canditi: il procedimento è lo stesso, solo che al posto delle scorzette, ho usato 150 gr di gocce di cioccolato!
Una volta pronto anche il ripieno, bisogna solo imburrare per bene una tortiera, stendere la frolla, riempirla con il composto e ricoprirla con delle striscioline di frolla, intrecciate come una scacchiera.
E poi..in forno a 160° per un'ora!
Preparazione lunga (anche perché sarebbe meglio non consumarla subito)..ma che buona!!!


La lezione non è finita qui..ci siamo concentrati anche sulla lavorazione del cioccolato e la creazione della Uova di Pasqua.
Io ne ho fatta una per la persona che significa tutto per me..e non vedo l'ora di preparargliene una ogni Pasqua.

Per ora, metto da parte il cioccolato.
Anche se prima o poi una vagonata di cioccolatini al liquore, potrei anche prepararli..
Sempre la solita alcolizzata!
Ma io sono così..che ci volete fare?!

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martedì 19 marzo 2013

Sunny


Una giornata di sole.
Un martedì in cui guarderai la vita fuori dalla finestra dell'ufficio fino a sera.
Un pullman pieno di sguardi.
Ed un sogno che ti ha fatto svegliare con il tuo miglior sorriso stampato in faccia.

I periodi difficili sono fatti per tornare a ridere e godere delle piccole cose, come questo 19 Marzo che ha sciolto la neve e la mia tristezza.
Se a lavoro va tutto male, la mia vita vera va alla grande, circondata come sono da amici fantastici ed un fidanzato che mi fa ringraziare ogni giorno di averlo incontrato.

Quindi sì, oggi questo è il mio motto.



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martedì 12 marzo 2013

Elementi Di Pasticceria #4


Martedì per me significa tornare ad immergermi nella fantastica cucina del mio corso di pasticceria.
Così mi sono accorta di non avere ancora pubblicato la ricetta della scorsa lezione..
Occorre rimediare!
Il tema è stato il pan di spagna..e da quello siamo partiti per creare un fantastico tronchetto al cioccolato, ripieno di crema al burro e ricoperto di crema pasticcera al cacao!
Ecco le ricette..

PAN DI SPAGNA
Ingredienti:
10 uova intere
300 gr di zucchero
300 gr di farina
100 gr di fecola di patate
vanillina

Procedimento:
Ho messo nella planetaria le uova e lo zucchero e ho lasciato montare almeno per dieci minuti, fino ad ottenere un composto voluminoso e spumoso. Montando in questo modo gli ingredienti, si può evitare di aggiungere il lievito! A parte ho setacciato la farina e la fecola di patate, con una bustina di vanillina. Ho aggiunto delicatamente il mix di farine all'impasto spumoso, aiutandomi con una spatola e con un movimento rotatorio dal basso verso l'alto, per non fare smontare il tutto.
Ho imburrato uno stampo rettangolare e ci ho versato il composto, poi fatto cuocere in forno a 180° per circa venti minuti.

Nel frattempo, ho preparato gli altri tre composti che servono per fare il tronchetto, ovvero la crema pasticcera (già preparata in precedenza, trovate la ricetta qui), la crema al burro e la bagna per dolci.


CREMA AL BURRO
Ingredienti:
250 gr di burro
250 gr di zucchero
2 tuorli
vanillina
liquore a piacere

Procedimento:
Per prima cosa, ho messo lo zucchero in un pentolino con poca acqua fredda e ho lasciato cuocere fino ad una temperatura di 120° gradi, senza fare caramellare.
Nel frattempo ho montato i tuorli e poi ho aggiunto lo zucchero ed il burro, precedentemente tagliato a pezzetti e lavorato fino a renderlo una crema.
Ho montato bene il tutto fino ad ottenere una crema ed ho aggiunto la vanillina ed un bicchierino di amaretto.


BAGNA PER DOLCI
Ingredienti:
1 lt di acqua
500 gr di zucchero
liquore a piacere

Procedimento:
Per la bagna, ci vuole davvero poco ed è possibile conservarla in una bottiglia e tenerla per altri dolci. Si conserva tranquillamente anche per una settimana!
Ho portato ad ebollizione l'acqua con lo zucchero, poi ho lasciato raffreddare ed infine ho aggiunto un bicchiere di liquore (sempre amaretto).

Ora, una volta pronti questi ingredienti, bisogna formare il tutto.


TRONCHETTO AL CIOCCOLATO:
Ingredienti:
pan di spagna
crema pasticcera (con aggiunta di cacao amaro)
crema al burro
bagna per dolci

Procedimento:
Ho steso il pan di spagna e l'ho bagnato con la bagna per dolci, aiutandomi con un pennello.
Ho steso con una spatola la crema di burro e lentamente, aiutandomi con un foglio di carta da forno, ho arrotolato su se stesso il pan di spagna.
A questo punto, è meglio far riposare il tronchetto in frigo per una mezzoretta.
Una volta pronto, l'ho ricoperto con la crema pasticcera al cacao, creando con la forchetta delle scanalature come quelle dei tronchi d'albero.
Infine ho cosparso con scaglie di cioccolato fondente!


Sono sincera, questo tronchetto mi ha conquistata!
E fare il pan di spagna è stato utilissimo, visto che è la base per molti dolci!

Stasera la prossima lezione..vedremo quali sorprese ci ha riservato lo chef!
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venerdì 8 marzo 2013

Basta che non mi regaliate le mimose..


Avete presente quella bella sensazione di pace quando si stacca il cervello e si pensa solo a se stessi e a fare qualcosa di piacevole e rilassante?

Ecco, io no.

Sono settimane, ma forse ormai mesi, che mi sento in apnea.
Sempre di corsa, sempre un po' demoralizzata, sempre un po' così, che neanche so spiegarlo.
Non ho il tempo di fare nulla..me lo devo creare.
E vorrei scrivere, tanto che a volte mi viene la smania, di riaprire questa pagina e ubriacarmi del ticchettio dei tasti..ma non posso mai quando vorrei.

Ora non volevo, ero già a letto.
Perché sono stanca e vecchia e domani è sabato e sarà una giornata lunghissima.
Poi così, prendo l'Iphone e cerco una roba su Google e mi imbatto in questo:


'Sta cosa brutta è il doodle di oggi.
Ma io dico..è la Festa della Donna..e tu mi fai un disegno di donne orrende con facce distorte, dentro una scatoletta di sardine?
Comunque, da questo disegno mi è partita la riflessione sull'8 Marzo e su quanto sia insignificante per me.
Oggi la Festa della Donna vuol dire essenzialmente: mimose e serata pazza con le amiche (e se ci scappa lo spogliarello..meglio ancora).
Ora, io non vorrei fare l'asociale o quella criticona, ma a me le mimose fanno altamente cagare e se voglio uscire con le mie amiche, non aspetto che sia la società a darci la serata per farlo e mai e poi mai vorrei vedere uno spogliarello dal vivo perché so che riderei per la ridicolaggine (?) della cosa dall'inizio alla fine.
L'8 Marzo dovrebbe essere un'altra cosa. 
Non voglio essere retorica e dire che tutti i giorni deve essere la nostra festa, perché se tutti i giorni fosse una festa, non sapremmo più divertirci e apprezzare il valore di certe cose.
Però perché ricordarsi di volersi bene un giorno all'anno?
Perché non facciamo le cose che ci fanno stare bene, non cerchiamo di parlare, di ridere, di baciare, di essere persone serene, tutti i giorni?

Io non ho ricevuto mimose (a parte quelle del mio capo che ho lasciato in ufficio).
Stasera non sono andata a cena con le mie amiche perché sono a pezzi.
Non ho ricevuto regali dal mio ragazzo.
Eppure posso dirvi una cosa?
Posso sentirmi poco valorizzata come lavoratrice, poco difesa come cittadina, e una "ragazza" ancora un po' intimorita dal futuro..ma sono una Donna felice.
Perché mi sento donna quando mi rendo conto di riuscire pian piano a superare una cosa che mi fa star male; quando mi sento brava in quello che faccio; quando mi rendo conto che il cammino che ho iniziato è quello giusto e mi ripeto che ce la posso fare; quando guardo negli occhi il mio ragazzo e non vedo amore cieco, ma stima, serenità, trasparenza e forza; quando piango e dopo mi asciugo le lacrime.
E mi sento più donna quando sono struccata e in pigiama e il mio ragazzo mi trova irresistibile lo stesso, rispetto a quando esco tutta perfetta con i miei vestitini british e il mio rossetto rosso.

Quindi per favore, donne, stasera ricordatevi chi siete.
E lasciate a casa gli abitini succinti e vestitevi del vostro migliore sorriso e della vostra forza.
Che quelle sono le cose da festeggiare.

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