giovedì 21 novembre 2013

Mentre Piove..


Vorrei poter dire "Winter is coming", ma la verità é che l'inverno è scoppiato oggi con una neve non richiesta ed un vento gelido che fa rimpiangere il caldo di due settimane fa nella mia splendida Torino.
Piove e osservo le luci mentre aspetto l'ennesimo pullman, con la Mole che mi sorride da un lato e Superga che sovrasta tutto dall'altro.
E sorrido.
Perché domani arriva un'amica da lontano e le avevo promesso (o era una minaccia?) che avremo girato in bicicletta per le vie del centro, che "vedrai che bella casa mia così piccola e vicina"..
E invece forse la bici la lascio legata nel mio giardino e i pullman facciano meglio ad essere puntuali..che questa settimana la pioggia non mi ferma: ho un'amica da portare in giro, un Festival del Cinema di cui innamorarmi, un fidanzato da rincorrere tra le sale del Massimo e del Reposi, una torta pronta per colazione ed un lavoro di cui dimenticarmi.
E poi le luci d'artista, il cioccolato per strada e ancora la pioggia.

Non sarà mica un ombrello rotto la felicità?  



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mercoledì 13 novembre 2013

110 Days


Quando passi una sera da sola a casa e riguardi per la seconda volta in due giorni quel film che è diventato la tua nuova droga.
Quando a lavoro ti dicono che scadi tra 110 giorni e hai una paura fottuta ma riesci solo a pensare che almeno uscirai da lì.
Quando hai voglia di hamburger ma il Mc Donald ti fa schifo e comunque è troppo lontano per una serata di pioggia.
Quando senti delle voci in cortile e controlli dalla porta che nessuno stia toccando la tua bicicletta.
Quando pensi che tra pochi giorni rivedi un'amica e un sacco di film belli belli perchè c'è il 31° Torino Film Festival.
Quando hai voglia di fare un bel pan di spagna ma sei tornata a casa tardi e la panettiera era già chiusa e tu vuoi solo le sue uova buone.
Quando scopri di essere allergica anche al tuo cane ma te ne fotti e lo coccoli lo stesso.
Quando il computer si rompe ogni tre giorni ma ora funziona e te lo godi.
Quando in frigo c'è un odore fortissimo di soffritto e dei falafel che ti ha portato lui.
Quando entri in casa e sei felice perchè è il 13 Novembre e non hai ancora acceso il riscaldamento, tanto ci sono le trapunte della mamma per rintanarti al calduccio del soppalco.
Quando sogni di aver litigato con il tuo fidanzato ma poi ti svegli e te lo trovi accanto che ti riempie di baci.
Quando pensi a come fare una torta di compleanno e, aprendo la dispensa, scopri di avere più zucchero a velo e farina che pasta.
Quando hai paura e non sai bene chi sarai tra 110 giorni, ma poi ti guardi intorno e pensi che infondo proprio una fallita non puoi essere se hai una casa che sa di crema pasticcera, un fidanzato che ti tiene stretta la notte, degli amici che vengono a trovarti da lontano e altri che ti stanno vicino e un cassetto ancora pieno di sogni e mattarelli, teglie e formine..

Quando mi sento così, sono viva.
As you walk on by will you call my name?
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mercoledì 28 agosto 2013

Cooking Sara #11


Un mercoledì di riposo dal lavoro è sempre una buona scusa per prendersi del tempo per sé: manicure, un bel libro ed il mio blog.
Questo Agosto è passato più velocemente di quanto pensassi e stare lontana dal mio ragazzo è stato, infondo, un dolore piacevole perché poi ritrovarsi è stato meraviglioso.

Sono andata qualche giorno al mare, prima in Liguria dalla mia migliore amica e poi in riviera, a Lido Adriano (Ravenna) dal mio adorato amico Mirco.
Mare, sole, relax..ci voleva!







Comunque, ora sono tornata nella mia casetta e voglio trovare il tempo di fare tante cose e cucinare!
Prima di partire, avevo iniziato questo post con l'ultima ricetta che ho provato..
Da qualche tempo avevo voglia di mettermi alla prova su questa ricetta, una delle preferite del mio ragazzo.
Così, armata di un po' di pazienza e tanta voglia di fare, ho preparato gli arancini!

Ora, tutte le persone con le quali ho parlato, hanno tenuto a sottolineare che i veri arancini siciliani sono quelli con ragu' e piselli..
Io ho sempre mangiato gli arancini del girarrosto con pollo e mozzarella, quindi non solo questa è stata la prima volta in cui ho cucinato gli arancini, ma anche la prima in cui li ho mangiati.

Insomma..io li ho fatti così:

ARANCINI

Ingredienti:
500 gr di riso
1 bustina di zafferano
5 uova
100 gr di Pecorino o Parmigiano grattugiato
55 gr di burro
1 cipolla
100 ml di vino rosso
80 gr di piselli
100 gr di scamorza
150 gr di carne macinata
1 cucchiaio di olio d'oliva
40 gr di concentrato di pomodoro
pane grattato

Procedimento:
Per prima cosa ho cucinato il riso, semplicemente bollito.
Una volta cotto, ho sbattuto tre uova insieme allo zafferano e unito il tutto al riso, insieme al formaggio grattugiato e 30 gr di burro.
Il riso va lasciato raffreddare, ma nel frattempo si può preparare il ripieno.
Ho tagliato a dadini la cipolla e l'ho fatta soffriggere con 25 gr di burro e un cucchiaio di olio d'oliva, dopodiché ho aggiunto la carne macinata e ho lasciato rosolare per qualche minuto.
A quel punto ho alzato la fiamma ed ho fatto sfumare il vino rosso, aggiungendo poi il concentrato di pomodoro diluito in poca acqua calda.
Una volta pronto anche il ragù, è iniziata la parte difficile!
Ho preso un po' di riso, il tanto che ci sta nel palmo di una mano, e l'ho schiacciato bene creando una piccola conca in mezzo, dentro alla quale ho sistemato un cucchiaino di ripieno ed un cubetto di scamorza (precedentemente spezzettata).
Poi ho preso un altro pochino di riso, ho coperto quello che avevo già in mano e con dei movimenti rotatori della mano, ho dato la forma!
Ho poi passato gli arancini prima nell'uovo e poi nel pan grattato e li ho lasciati riposare cinque minuti in frigo prima di ripetere l'operazione!
Io non li ho poi fritti subito: li ho lasciati in freezer per qualche ora e poi li ho buttati direttamente nell'olio bollente: lo sbalzo termico li ha resi ancora più croccanti!

Il risultato finale mi è piaciuto, anche se la prossima volta metterò più ripieno!
Inutile dire che il mio ragazzo ha apprezzato!



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giovedì 8 agosto 2013

Give Me Some Candy..


In questi due mesi ho scritto poco sul blog, a causa del trasloco e della mancanza dell'ADSL..ma questo non vuol dire che non abbia cucinato una montagna di dolci, come al mio solito.

In questo post voglio principalmente farvi vedere le mie creazioni..
Posterò le ricette al più presto, man mano che mi capiterà di rifarle!
Enjoy!

Torta Red Velvet, ricoperta di pasta di zucchero per il compleanno di una collega, su richiesta

Pan di spagna farcito con crema alla Nutella e mascarpone, ricoperto di pasta di zucchero per un compleanno, su richiesta

Torta Saint Honorè

Crostata con crema pasticcera e frutta, per il compleanno del mio fidanzato

Bonet

Torta fresca di yogurt alla banana

Torta sacher

Fame, eh?!
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Sogno Di Una Notte Di Mezz'Estate


Avete presente quella sensazione che si ha appena ci si sveglia, dopo aver fatto un bel sogno?
Per pochi, meravigliosi secondi si è convinti di non avere sognato.
Poi la realtà ci colpisce come un pugno in pieno viso.

Ecco quello che mi è capitato stamani.
Ho sognato di salvare un gattino da un gruppo di ragazzini tamarri che stavano dando fuoco ad un cassonetto della spazzatura con dentro, appunto, dei gatti.
Prendevo questo tenerissimo e piccolissimo micio e me lo portavo a casa dove, miracolosamente, piaceva a tutti ed andava persino d'accordo con la mia cagnolina, Rasta.
Il gatto era tutto nero e nel sogno decidevo di chiamarlo Sirius (da Sirius Black, il padrino di Harry Potter --> se avete avuto bisogno della spiegazione sul nome, vuol dire che non siete potteriani e quindi siete delle brutte persone*).
Comunque, quando mi sono svegliata, dopo aver realizzato, ci sono rimasta malissimo.
Io ho avuto una gattina quando ero piccola, Vespa e le ero molto affezionata ma poi i miei l'hanno data via (sto ancora cercando di capire il perché di tanta cattiveria visto che casa mia era praticamente uno zoo) e da allora non ne ho più voluti.
Ma ora, questo sogno!
Cosa mi succede?
Voglio un gatto!
E' contagiosa la gattite?
Se tra qualche mese inizio a pubblicare foto di gatti, sparatemi.

Intanto visto che non sono completamente sana di mente ed è evidente che per me sia stato un trauma quello di andare a vivere da sola e non avere animali, ho adottato un nuovo amico in casa Chessa.
In realtà erano due gemelli, Fred e George (vedi sopra*), che io e la mia cara amica Mara abbiamo adottato.

Abbiamo dei problemi, lo so.





Ok, ora la smetto.
Esco a comprare gli ingredienti per fare un dolcino..stay tuned!

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lunedì 5 agosto 2013

Cooking Sara #10


Torno dopo una vita a scrivere su questo blog che avevo tanto desiderato.
Non me ne sono scordata, semplicemente mi è accaduto di vivere.
Ora che non solo ho una casa tutta mai ma, finalmente, un collegamento ADSL..posso tornare a scrivere!
E di cosa, se non di cucina?

Qualche mese fa io ed il mio ragazzo ci siamo imbarcati nell'impresa di piantare e coltivare il basilico.
Lui ha una stupenda casa con un grazioso giardino così abbiamo deciso di creare un piccolo orto aromatico, dapprima solo un rettangolo con qualche spezia, poi abbiamo aggiunto peperoncino, menta e, appunto, basilico.

Il giardino aromatico con rosmarino, timo, alloro, origano, salvia e lavanda.

Basilico

 Basilico..

E ancora basilico..

Quindi, cosa si fa con tutto quel basilico in un tranquillo lunedì mattina di Agosto?
Il pesto!!!

PESTO

Ingredienti:
100 gr di foglie di basilico
4 spicchi d'aglio
200 ml di olio d'oliva
un pizzico di sale
30 gr di pinoli
60 gr di pecorino grattugiato
140 gr di parmigiano grattugiato

Procedimento:
Partiamo dal presupposto che fare il pesto costa: ieri ho pagato 50 gr di pinoli quasi 5 € e 400 gr di Parmigiano 7 €..però non sapete che soddisfazione dopo!
Il pesto andrebbe fatto con il mortaio: io ci ho provato la volta scorsa e l'ho trovato faticoso, quindi questa volta abbiamo usato un mixer.

Il primo pesto, con il mortaio.

Per prima cosa è necessario pulire le foglie del basilico (e mi raccomando, solo le foglie senza i tronchetti e i fiori): si possono lavare sotto l'acqua ma ancora meglio se con uno strofinaccio bagnato, in modo da non farle inzuppare troppo.
Come mi ha insegnato il mio Chef al corso di pasticceria, prima di cucinare bisogna avere tutti gli ingredienti sul tavolo..



Si comincia mettendo nel mixer l'aglio (intero e pulito) e facendolo diventare una cremina.
A quel punto si aggiungono le foglie di basilico (con un pizzico di sale - non troppo perchè ricordiamoci che nel pesto ci va molto formaggio, già salato) e, dopo qualche minuto, i pinoli.
Quando tutto il basilico si sarà spezzettato per bene (bastano davvero pochi minuti con il mixer a velocità elevata), si aggiungono Parmigiano e Pecorino.
Infine, a filo, l'olio d'oliva.


Ed ecco tutto..semplice e buonissimo!
Io ed il mio ragazzo lo conserviamo semplicemente in bicchierini di plastica: con 350 gr di basilico (ed il resto degli ingredienti in proporzione) ce ne sono venuti una ventina!


E dopo?
Spaghetti!

Ricapitolando: il pesto fatto in casa, spacca!
A presto!
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giovedì 27 giugno 2013

Brand New Life


Non scrivo su questo blog da Aprile.
Eppure sono viva..vivissima!

Mi sono trasferita ed ho realizzato il primo dei miei grandi sogni: andare a vivere da sola.
La mia casetta è piccola come una tana e grande come un sogno.
Ho tutto quello che mi serve: una bella cucina, tutti i miei attrezzi da pasticcera pasticciona, tutti i miei libri e un buon vino sempre in frigo.
La mia nuova vita è fatta di fiori e piantine aromatiche fuori dalla porta, di giri in bicicletta e tanti saluti alla macchina, di pulizie e piccoli disastri domestici..
La mia nuova vita è meravigliosa.

Il corso di pasticceria è terminato e mi dispiace..ho imparato un sacco di cose ed ovviamente continuo a cucinare cose buone.
Aggiornerò con le ricette non appena troverò il tempo di fare l'allaccio a internet a casa mia (ora sono a cena dai miei genitori..sfrutto il wifi)!
Intanto lascio parlare un po' di immagini..

A presto, promesso.

 Le chiavi della mia casetta, grazie alla fantastica Giulia che è un vero talento.

 Pomeriggio di relax al parco vicino casa..con la mia bici ed un buon libro.

 Focaccia! Ho imparato a fare pane e focaccia e ormai ne vado matta!

 Notte bianca nel mio quartiere, Vanchiglia, con V in locandina!

 Le mie piantine aromatiche..regalo di amiche fantastiche!

 Cenetta only girls!

I miei fiori (di cui non ricordo il nome) e l'edera dal giardino del mio ragazzo!

 Rasta, che sta a casa dei miei e mi manca come l'aria.

Just..me.

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martedì 23 aprile 2013

Elementi Di Pasticceria #7


Lo so, pensavate di esservi liberati di me..
Invece sono ancora qui, con tanta voglia di cucinare e una cosa troppo bella per raccontarla troppo presto..
Le mie giornate sono un circolo frenetico fatto di lavoro, corsi di cucina ed un timido tentativo di vita sociale.
E poi c'è il sole che non vuole arrivare ed il mio tempo perso che vorrei avere il coraggio di ritrovare.
Ci sono le persone che non riesco più a capire e quelle che mi stupiscono sempre.

E ci sono i miei dolci.
Questa settimana ho avuto poco tempo..ma ieri sera sono tornata prima dall'ufficio e mi sono subito messa ai fornelli per completare le ricette della penultima lezione di Pasticceria.
Abbiamo preparato uno dei dolci più buoni che io abbia mai mangiato, un tortino al doppio cioccolato e poi la pasta choux, base per un sacco di ricette golose, dolci e salate.

Ora, vi prego, seguite il mio consiglio e rifate questo dolce (o pagate me per farvelo!).


MOUSSE AI DUE CIOCCOLATI CON SALSA NERA AL RHUM

Questo dolce è un po' complicato e lungo da fare: ci vogliono organizzazione ed un po' di tempo.
Si fa a pezzi e poi si assembla.
Io sono partita da qui.

Meringa all'Italiana
Ingredienti:
250 gr di zucchero
50 gr di acqua
125 gr di albumi

Procedimento:
Per prima cosa ho fatto bollire l'acqua con 100 gr di zucchero, portandolo a 121° (se non si ha il termometro, basta calcolare un paio di minuti dopo l'ebollizione). Nel frattempo nella planetaria ho fatto montare gli albumi con il restante zucchero ed ho poi aggiunto a filo quello cotto.
Ho lasciato andare la planetaria ancora per qualche minuto, per fare raffreddare il composto e poi l'ho messo da parte.

Una volta fatta la meringa, si può preparare la mousse scura.

Mousse al cioccolato scuro
Ingredienti:
125 gr di cioccolato fondente
150 gr di meringa all'italiana
250 gr di panna poco montata

Procedimento:
Per questa mousse basta sciogliere il cioccolato a bagnomaria e, una volta raffreddato, aggiungere la meringa e la panna leggermente montata. Questo composto va subito messo in frigo, fino all'assemblaggio del dolce.

Mousse al cioccolato bianco
Ingredienti:
140 gr di cioccolato bianco
75 gr di panna da cucina 
160 gr di panna montata

Procedimento:
Ho fatto scaldare in un pentolino la panna liquida, dopodiché ho fatto sciogliere dentro il cioccolato tagliato a pezzetti. Una volta raffreddato, ho aggiunto la panna montata. Anche questo composto va in frigo.

Biscotto senza farina
Ingredienti:
120 gr di albumi
125 gr di zucchero
80 gr di tuorli
35 gr di cacao
granella di nocciola q.b.

Procedimento:
Tra le due mousse, un biscotto morbido è la cosa migliore!
E' bastato montare gli albumi con lo zucchero, aggiungere i tuorli appena sbattuti con il cacao e stendere l'impasto su una teglia ricoperta di carta da forno imburrata e ricoperta di granella di nocciola. Poi in forno per 15 minuti e dopo in un posto fresco.

Salsa nera al rhum
Ingredienti:
125 gr di acqua
175 gr di zucchero
50 gr di cacao
150 gr di cioccolato fondente
40 gr di rhum
75 gr di panna liquida

Procedimento:
Questa salsa è un pezzo di paradiso..da un tocco forte e deciso a questo dolce delicato.
Io l'ho fatta anche con l'amaretto ed è deliziosa..la immagino bene ad accompagnare una bella coppa di gelato!
Ho fatto bollire l'acqua e lo zucchero, poi ho aggiunto il cacao setacciato e ho riportato il tutto ad ebollizione. Ho tolto il composto dal fuoco e ci ho fatto sciogliere dentro il cioccolato a pezzetti, dopodiché ho aggiunto il rhum e la panna liquida.

Una volta pronti e fatti raffreddare tutti gli ingredienti, si può comporre il tortino.
Al corso abbiamo usato dei coppapasta leggermente più stretti e lunghi della forma normale.
Io a casa ho usato dei pirottini di alluminio, che ho poi tagliato al momento di servire il dolce.
Si taglia il biscotto della forma desiderata e si procede con uno strato di mousse nera, un altro biscotto ed uno strato di mousse bianca.
In cima si possono mettere buccia di limone caramellato o, come nel mio caso, le ciliegine.
Il tortino va servito freddo, preferibilmente se dopo qualche ora dalla preparazione, e va servito con sopra una colata di salsa al rhum.
Paradiso.




La seconda ricetta della lezione è stata la pasta choux, utilizzata per bignè dolci e salati.
Noi al corso abbiamo fatto la Croquembouche, un dolce tipicamente francesce che altro non è che una piramide di bignè alla panna, immersi nel caramello.
Troppo nauseante per me..non ho intenzione di rifarlo!
Ma la pasta choux è favolosa..quindi ecco la ricetta.


PASTA CHOUX
Ingredienti:
500 gr di acqua
200 gr di burro
300 gr di farina
5 gr di sale
10 gr di zucchero
8 uova

Procedimento:
Fare la pasta choux è davvero divertente..o almeno lo è per me..ma si sa che io non sono a posto!
Bisogna far bollire l'acqua con lo zucchero, il sale ed il burro a pezzetti, dopodiché aggiungere la farina setacciata a pioggia e lasciar cuocere fin quando il composto è elastico ed omogeneo e si stacca dal bordo della pentola.
Una volta che si è raffreddato, si fa montare aggiungendo le uova una ad una.
Si riempie un sac à poche e si formano delle palline su una placca ricoperta da carta da forno.
I bignè devono cuocere a 220° fin quando non saranno gonfi e dorati.
Una volta raffreddati si possono riempire di qualsiasi cosa: dalla crema chantilly (panna montata con zucchero a velo), alla crema leggera (due terzi di panna montata, un terzo di crema pasticcera), alle creme salate come una salsa tonnata!
Si possono riempire in due modi: o tagliando il pezzo di sopra come fosse un cappello o facendo un buco con la siringa (come ho fatto io)
Buoni!



Oggi la nona lezione (eh sì..sono indietro le ricette).
E l'esame si avvicina sempre di più..
Ansia!
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lunedì 22 aprile 2013

Saifer


Saifer è un racconto che ho scritto quando avevo 17 anni e con il quale ho vinto un concorso indetto da Zanichelli.

Saifer sono le notti insonni passate a scrivere, a inventare, a giocare con le parole.

Saifer l'ho ritrovato mentre mettevo un po' di me dentro uno scatolone e, tra l'imbarazzo e l'orgoglio, ho deciso di condividerlo qui.

Perchè era bella la Sara che ha scritto quel racconto.
Ma ancora più bello è, in questo momento della mia vita, riguardare a quella ragazzina e pensare che nonostante tutto, non rimpiango e non mi rimprovero nulla.
Lei non ha sbagliato nulla, ha solo capito tutto in ritardo.
Io so e non sto sbagliando..e so che ora sarebbe fiera di me.


In un'uggiosa giornata di Ottobre, mentre le foglie secche suonavano una melodia autunnale ed altre aspettavano impazienti il loro volo dalle cime degli alberi, il piccolo Saifer si aggirava tra le strade di un mondo scettico che lo ignorava, che soffocava le sue grida con discorsi inutili e frivoli e che riteneva il riconoscimento della sua esistenza un accenno di follia.
Era nato dalla mente creativa e dalla mordace fantasia, perennemente in lotta con la realtà, di un bambino che poteva sopravvivere solo creandosi un mondo parallelo fatto di nuvole di zucchero filato e colori.
Saifer era come uno di quei piccoli esseri fantastici che sono soliti abitare le antologie di autori come Tolkien...
Era solo un sogno. Quel sogno che rende più magica l'infanzia, quel sogno che crescendo viene dimenticato. Nessuno, infatti, vede la propria fantasia come un'arma.
Ciascuno di noi pensa, inventa e dice bugie a se stesso ed al mondo che lo ascolta, creando cose e vite - icone di quei fantastico mondo irraggiungibile che abita la profonda notte guidata dalle lucciole - che man mano verranno scordate.
Non pensiamo mai, però, che quelle stesse vite che creiamo, supine alle nostre fantasie, le abbandoniamo anche nel momento in cui non servono più: le usiamo, viviamo grazie a loro e poi le uccidiamo gettandole nell'oblio.
Questo era Saifer.
Una vita.
Creata da un bambino.
Era un folletto che al buio scivolava sull'unto manto delle stelle fino al letto del piccolo Lucio, un bambino tanto dolce quanto strano, "affetto" da un'inguaribile cotta per i romanzi fantastici e da un'altrettanto radicata aracnofobia - tanto che sognava spesso un enorme ragno dalla testa doppia che lo divorava al suono di musica lirica! Saifer tutte le notti accudiva Lucio, portandolo in un bosco fatato e facendolo evadere da quella terribile realtà in cui era costretto a crescere, impedendo a quell'indifeso di vedere suo padre picchiare sua madre e sussurrandogli all'orecchio soavi musiche per impedirgli di sentirla piangere.
Così, scandita dai ritmi di un crescente fatalismo, andava avanti la vita di Lucio, il quale cresceva sempre più forte ed indifferente alle sofferenze altrui; finché un giorno decise che non gli serviva più un amico magico, in quanto sapeva bene che era Saifer a sopportare tutti i pesi del dolore che toglieva a lui e cominciava a diventare una fastidiosa fisima il dover provare riconoscenza e compassione verso il folletto che, soffrendo al suo posto, gli aveva permesso di vivere.
E quindi lo lasciò nel dimenticatoio, lo abbandonò dopo che la sua fantasia lo aveva dato alla luce.
Ma ora Saifer non può più tornare indietro, non può fingere di non essere mai nato ed è costretto a girovagare come un'anima dell'Inferno portando sulle spalle il peso inerente alla vita spezzata di un bambino diventato un adultoprotervo ed insensibile... Gli altri non possono vederlo giacché, crescendo, gli occhi della fantasia si oscurano e, se mai in qualche adulto rimane una traccia della capacità di vedere oltre l'immaginabile, lo stesso cerca di cancellarla per timore di essere etichettato "pazzo". Nessuno vede gli occhi tristi dei piccoli esseri meravigliosi che da bambini creiamo con tanto egoismo e poi, da grandi, abbandoniamo.
Nessuno vede Saifer.
Eppure io sono sicura di averlo intravisto più di una volta scendere sulle ali del vento fino al laghetto dai mille riflessi colorati e lì, immerso nella sua amara solitudine, chiudere gli occhi ed inventare una nuova vita con la quale condividere le proprie dolci sofferenze...
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giovedì 4 aprile 2013

Elementi Di Pasticceria #6


Eccomi qui, in un giovedì sera piovoso.
Ma dov'è la primavera? Dove si nasconde il sole e quella voglia di canotte e vestitini?
Io sono qui, attendo con ansia.
Intanto sono sempre più assorbita dal lavoro e dalla ricerca della mia casetta perfetta..so che la troverò, devo solo avere pazienza!
Le mie lezioni di pasticceria (e di cucina tradizionale) continuano alla grande: imparo cose fantastiche e per quattro ore a settimana stacco il cervello e mi immergo nella mia dimensione, la cucina.
E quando si ha la fortuna di farlo con persone simpatiche ed uno Chef che adoro, come non esserne felici?!

La lezione della scorsa settimana mi ha emozionata particolarmente perchè abbiamo fatto il pane!
Sognavo di imparare a farlo e non sono stata delusa.
Rifarlo a casa è stata una cosa davvero rilassante: fuori pioveva ed io mi sono svegliata presto per preparare l'impasto ed osservarlo lievitare e diventare qualcosa di semplice eppure fondamentale..
Non so, la vedo come una cosa molto romantica quella di preparare il pane..e poi portarla alla persona che si ama, come ho fatto io.
La ricetta del pane è cosa conosciuta..noi l'abbiamo fatto così..


PANE
Ingredienti:
2 kg di farina
25 gr di lievito di birra
1 lt di acqua
60 gr di sale
60 gr di olio di oliva
30 gr di zucchero

Procedimento:
Questa ricetta prevede la preparazione di due impasti.
Per il primo ho impastato 1 kg di farina, 500 ml di acqua e il lievito..poi ho lasciato riposare per diverse ore (anche quattro o cinque).
Una volta pronto il primo impasto, ho aggiunto gli altri ingredienti (ed aggiunto ancora una puntina di lievito) ed impastato nuovamente, dopodiché ho lasciato riposare ancora.
Dopo qualche ora ho preparato i panini.
Avendo un forno normale (ed essendo la prima volta che preparavo il pane), ho fatto dei bocconcini  teneri e piccoli: ho steso l'impasto e con un coppapasta ho ritagliato tanti cerchi, poi disposti su delle placche ricoperte di carta da forno infarinata, ben distanziati tra loro per non farli attaccare durante la cottura.
Ho cotto in forno a 240° per una quindicina di minuti, fino a doratura, con sotto una teglia piena d'acqua, per favorire la formazione di umidità nel forno.
Io ho diviso l'impasto totale in tre, aggiungendo in una parte delle olive tagliate a pezzetti e nell'altra delle noci, per creare tre tipi di pane!
Il risultato è stato ottimo..sono fiera di me!



Con lo stesso impasto al corso abbiamo fatto anche dei grissini (prossimamente sulla mia tavola e su questo blog) e la focaccia..che non potevo non fare subito!
Per fare la focaccia, ho messo dell'olio in una teglia e ci ho steso sopra l'impasto del pane, lavorandolo con le dita per farlo allargare nella teglia.
Ho aggiunto sopra del sale e dell'origano e cotto in forno come ho fatto per il pane.
Voilà..



Dopo tutto quel pane (e che mangiata!) non potevamo non preparare qualche dolce..
Abbiamo fatto il creme caramel, che personalmente non mi piace ed i baci di dama, che adoro!
Ho rifatto tutti i dolci oggi, nel mio giorno libero di lavoro.
Il creme caramel continua a non piacermi anche se è venuto buono (mia cognata ne ha mangiati due in cinque minuti..direi che è un gran complimento) mentre i baci di dama sono stati una vera fatica..ma che buoni!
Ecco le ricette!

CREME CARAMEL
Ingredienti:
1 lt di latte
8 uova
300 gr di zucchero
1 bustina di vanillina

Procedimento:
Per prima cosa, ho preparato il maledettissimo caramello.
Il maledettissimo caramello (ODIO, ODIO POTENTE) va preparato facendo cuocere lo zucchero (in questo caso 100 gr) con poca acqua, fino a farlo scurire ed arrivare alla densità desiderata.
Ora, la lavorazione dello zucchero è davvero una cosa complicata ed il maledettissimo caramello è solo uno degli stadi di tale lavorazione.
Il fatto è che basta distrarsi un attimo, lasciare la fiamma troppo alta o troppo a lungo, e il maledettissimo caramello si rovina.
Tipo, ho rovinato una pentola e il maledettissimo caramello mi è diventato un pezzo enorme di caramellA.
Bah.
Il secondo tentativo è andato meglio, ma continuo ad odiarlo.
Una volta fatto il maledettissimo caramello, ne ho messo due cucchiai circa in ogni pirottino di alluminio e li ho lasciati in una teglia con dell'acqua dentro (già pronti poi per la cottura a bagno maria in forno).
Intanto ho messo a bollire il latte con dentro la vaniglia e poi l'ho aggiunto alle uova, precedentemente fatte montare con lo zucchero.
Una volta preparato il composto, ho semplicemente finito di riempire i pirottini con dentro il caramello, già posti nella teglia con l'acqua.
In forno a 170° per una ventina di minuti e sono pronti!
Basta farli raffreddare (meglio farli il giorno prima) e rovesciarli in un piattino.



Passiamo invece ad una vera delizia..anche se con le dosi indicate ne sono venuti davvero troppi e quindi consiglio di dimezzare!
Io ho conservato la pasta in freezer..così potrò rifarli a breve visto che ne vado matta!

BACI DI DAMA
Ingredienti:
1 kg di farina
1 kg di burro
1 kg di nocciole tostate
900 gr di zucchero
la buccia di un limone grattugiata
1 bustina di vanillina
165 gr di cioccolato fondente
36 gr di panna liquida da cucina

Procedimento:
Per prima cosa sono andata al mercato a vendere un rene per comprare le nocciole.
Dopodiché sono tornata a casa e le ho sbriciolate nel mixer, insieme allo zucchero, per creare una farina di nocciole.
E voi direte..perché non hai comprato direttamente la farina pronta?
Ecco, perché sono scema e voglio fare le cose buone, per bene.
Ho messo nella mia amata planetaria la farina di nocciole, il burro a dadini, la vanillina e la buccia del limone ed ho lasciato montare l'impasto per qualche minuto, prima di aggiungere gradualmente la farina 00 setacciata.
Una volta pronto l'impasto, che emana un fantastico profumo di nocciole, l'ho lasciato riposare in frigo per un po' (tempo in cui mi sono allegramente abbioccata sul divano, come una vecchia).
Per creare i biscotti, ho creato dei rotolini con la pasta, che ho poi diviso a tocchetti per andare a creare delle piccole palline, che ho disposto sulla placca infarinata ed imburrata, ben distanti tra loro.
Questo tipo di impasto tende ad allargarsi e scendere molto durante la cottura, quindi meglio fare palline piccole e belle alte!
Una volta raffreddati i biscotti, ho sciolto a bagno maria il cioccolato ed ho aggiunto la panna per renderlo più morbido.
MOMENTO SINCERITA': nella ricetta c'è scritto di sciogliere il cioccolato con 54 gr di burro ma io me ne sono dimenticata..e sinceramente meglio così!
Alla fine ho farcito metà dei biscotti con il cioccolato e li ho coperti con l'altra metà..dopodiché me ne sono strafogati quattrocento.



Sono soddisfatta di questa giornata e delle cose che ho imparato a fare.
Questa passione diventerà prima o poi anche il mio lavoro?
Incrociate le dita per me.
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venerdì 29 marzo 2013

Una Canzone Per Te


Lei non lo sapeva ma aspettava un Uomo 
Che la scuotesse proprio come un tuono 
Che la calmasse come un perdono 
Che la possedesse e fosse anche un dono

Era tanto tempo che aspettava l'Uomo 
Che la ipnotizzasse solo con il suono 
Di quella sua voce dolce e impertinente 
Che proprio non ci poteva fare niente 

Che la fa sentire intelligente 
Bella, porca ed elegante 
Come se fosse nuda tra la gente 
Ma pura e santa come un diamante 

Un Uomo dolce e duro nell'Amore 
Che sa come prendere e poi dare 
Con cui scopare, parlare e mangiare 
E poi di nuovo farsi far l'Amore 

Per seppellirsi tutta nell'odore 
Che le rimane addosso delle ore 
Che non si vuole mai più lavare 
Per non rischiare di dimenticare 

Che le ricordi che sa amare 
Un Uomo che sappia rassicurare 
Che la faccia osare di sognarsi 
Come non é mai riuscita ad immaginarsi 

Un Uomo pieno di tramonti 
D'istanti, di racconti e d'orizzonti 
Che ti guarda e dice: "Cosa senti?" 
Come se leggesse nei tuoi sentimenti 

Un Uomo senza senso 
Anche un po' fragile ma così intenso 
Con quel suo odore di fumo denso 
Di tabacco e vino e anche d'incenso 

Impresentabile ai tuoi genitori 
Così coerente anche negli errori 
Proprio a te che fino all'altroieri 
Ti controllavi anche nei desideri 

Tu che vivevi nell'illusione 
Di dominare ogni tua passione 
Tu che disprezzavi la troppa emozione 
Come nemica della Ragione 

Non sei mai stata così rilassata 
Così serena ed abbandonata 
Così viva e così perduta 
Come se ti fossi appena ritrovata 

Un Uomo dolce e duro nell'Amore 
Che sa come prendere e poi dare 
Con cui scopare, parlare e mangiare 
E poi di nuovo farsi far l'Amore

["Un Uomo",  Eugenio Finardi]
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lunedì 25 marzo 2013

Elementi Di Pasticceria #5


Lunedì sera.
Fuori una primavera che forse ha paura di arrivare.
E tanti pensieri che non voglio sentire.
Rientro a casa dal lavoro e mi guardo intorno: tra pochi mesi questo posto non sarà più mio ed avrò nuovi spazi da inventare.
Per stasera però mi va bene così, che ho bisogno del mio letto con sotto la mia cagnolina pronta a coccolarmi, di mia madre nell'altra stanza che mi rompe le scatole, del mio computer sulle gambe e di un pezzo di uovo di Pasqua avanzato.

Prima del weekend ho portato una torta ad una persona che l'ha apprezzata molto..qualcuno che forse potrebbe cambiare un po' le mie sorti.
Io me la gioco.
Che male non fa, anche sognare. Anche sperare.

Il corso di pasticceria procede alla grande.
Devo ammettere che attendo sempre con ansia quel martedì sera..
Arrivo, indosso la mia divisa ed è come se facessi un gioco di ruolo.
Ogni due settimane, in quella cucina, per quattro ore sono la Sara che voglio diventare, la me del futuro che spero, che passa le sue giornate sporca di farina e cioccolato, che ha mal di schiena a forza di stare in piedi ad impastare, che sogna un panino con la mortadella dopo tutti quei dolci..
Ed è bello trovare delle persone piacevoli, che ti regalano un sorriso..
Ed uno Chef che crede in te e ti dice di volerti già bene.

Ecco, domani tornerò ad immergermi in tutto questo e al solo pensiero tutto il resto svanisce.

Intanto, la lezione scorsa abbiamo preparato un dolce che ho sempre amato ma non avevo mai preparato.
La pastiera napoletana come la fa la mia nonnina adottiva, ovvero la nonna della mia migliore amica Ancy, non la supererà mai nessuno..ma ci abbiamo provato.
Io l'ho rifatta subito, il giorno dopo la lezione, ed il risultato è stato ottimo..
Se volete provarla, ecco la ricetta!

PASTIERA NAPOLETANA
Ingredienti:

Per la frolla
500 gr di farina
3 uova intere
200 gr di zucchero
200 gr di burro
la buccia di un limone grattugiato

Per il ripieno
400 gr di grano cotto
400 gr di ricotta
250 gr di zucchero
5 tuorli d'uovo
3 albumi
30 gr d'acqua di fiori d'arancio 
2 limoni
150 gr di scorzette di frutta candita
150 gr di zucchero a velo

Procedimento:
Per prima cosa, da quel che ho capito, la pastiera è un dolce che ha bisogno di tempo per la lavorazione, quindi frolla e ripieno andrebbero preparati il giorno prima.
Per la frolla ho semplicemente unito tutti gli ingredienti e lasciato lavorare la planetaria (santa subito!), dopodiché ho creato una palla, l'ho avvolta nella pellicola e l'ho messa a riposare in frigo.
La preparazione del ripieno è molto semplice.
Prima bisogna lavorare la ricotta con un cucchiaio di legno ed eventualmente passarla al setaccio, per renderla morbidissima.
Poi si aggiunge lo zucchero e si amalgama il tutto.
Pian piano vanno poi aggiunti i tuorli, gli albumi montati a neve, la scorza grattugiata dei limoni e le scorzette.
Infine, si aggiunge il grano cotto (ovvero quella cosa orrenda e dall'aspetto vomitevole che però poi diventerà pura delizia dentro la pastiera)!
Io ho provato anche la variante al cioccolato, per chi non ama i canditi: il procedimento è lo stesso, solo che al posto delle scorzette, ho usato 150 gr di gocce di cioccolato!
Una volta pronto anche il ripieno, bisogna solo imburrare per bene una tortiera, stendere la frolla, riempirla con il composto e ricoprirla con delle striscioline di frolla, intrecciate come una scacchiera.
E poi..in forno a 160° per un'ora!
Preparazione lunga (anche perché sarebbe meglio non consumarla subito)..ma che buona!!!


La lezione non è finita qui..ci siamo concentrati anche sulla lavorazione del cioccolato e la creazione della Uova di Pasqua.
Io ne ho fatta una per la persona che significa tutto per me..e non vedo l'ora di preparargliene una ogni Pasqua.

Per ora, metto da parte il cioccolato.
Anche se prima o poi una vagonata di cioccolatini al liquore, potrei anche prepararli..
Sempre la solita alcolizzata!
Ma io sono così..che ci volete fare?!

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martedì 19 marzo 2013

Sunny


Una giornata di sole.
Un martedì in cui guarderai la vita fuori dalla finestra dell'ufficio fino a sera.
Un pullman pieno di sguardi.
Ed un sogno che ti ha fatto svegliare con il tuo miglior sorriso stampato in faccia.

I periodi difficili sono fatti per tornare a ridere e godere delle piccole cose, come questo 19 Marzo che ha sciolto la neve e la mia tristezza.
Se a lavoro va tutto male, la mia vita vera va alla grande, circondata come sono da amici fantastici ed un fidanzato che mi fa ringraziare ogni giorno di averlo incontrato.

Quindi sì, oggi questo è il mio motto.



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martedì 12 marzo 2013

Elementi Di Pasticceria #4


Martedì per me significa tornare ad immergermi nella fantastica cucina del mio corso di pasticceria.
Così mi sono accorta di non avere ancora pubblicato la ricetta della scorsa lezione..
Occorre rimediare!
Il tema è stato il pan di spagna..e da quello siamo partiti per creare un fantastico tronchetto al cioccolato, ripieno di crema al burro e ricoperto di crema pasticcera al cacao!
Ecco le ricette..

PAN DI SPAGNA
Ingredienti:
10 uova intere
300 gr di zucchero
300 gr di farina
100 gr di fecola di patate
vanillina

Procedimento:
Ho messo nella planetaria le uova e lo zucchero e ho lasciato montare almeno per dieci minuti, fino ad ottenere un composto voluminoso e spumoso. Montando in questo modo gli ingredienti, si può evitare di aggiungere il lievito! A parte ho setacciato la farina e la fecola di patate, con una bustina di vanillina. Ho aggiunto delicatamente il mix di farine all'impasto spumoso, aiutandomi con una spatola e con un movimento rotatorio dal basso verso l'alto, per non fare smontare il tutto.
Ho imburrato uno stampo rettangolare e ci ho versato il composto, poi fatto cuocere in forno a 180° per circa venti minuti.

Nel frattempo, ho preparato gli altri tre composti che servono per fare il tronchetto, ovvero la crema pasticcera (già preparata in precedenza, trovate la ricetta qui), la crema al burro e la bagna per dolci.


CREMA AL BURRO
Ingredienti:
250 gr di burro
250 gr di zucchero
2 tuorli
vanillina
liquore a piacere

Procedimento:
Per prima cosa, ho messo lo zucchero in un pentolino con poca acqua fredda e ho lasciato cuocere fino ad una temperatura di 120° gradi, senza fare caramellare.
Nel frattempo ho montato i tuorli e poi ho aggiunto lo zucchero ed il burro, precedentemente tagliato a pezzetti e lavorato fino a renderlo una crema.
Ho montato bene il tutto fino ad ottenere una crema ed ho aggiunto la vanillina ed un bicchierino di amaretto.


BAGNA PER DOLCI
Ingredienti:
1 lt di acqua
500 gr di zucchero
liquore a piacere

Procedimento:
Per la bagna, ci vuole davvero poco ed è possibile conservarla in una bottiglia e tenerla per altri dolci. Si conserva tranquillamente anche per una settimana!
Ho portato ad ebollizione l'acqua con lo zucchero, poi ho lasciato raffreddare ed infine ho aggiunto un bicchiere di liquore (sempre amaretto).

Ora, una volta pronti questi ingredienti, bisogna formare il tutto.


TRONCHETTO AL CIOCCOLATO:
Ingredienti:
pan di spagna
crema pasticcera (con aggiunta di cacao amaro)
crema al burro
bagna per dolci

Procedimento:
Ho steso il pan di spagna e l'ho bagnato con la bagna per dolci, aiutandomi con un pennello.
Ho steso con una spatola la crema di burro e lentamente, aiutandomi con un foglio di carta da forno, ho arrotolato su se stesso il pan di spagna.
A questo punto, è meglio far riposare il tronchetto in frigo per una mezzoretta.
Una volta pronto, l'ho ricoperto con la crema pasticcera al cacao, creando con la forchetta delle scanalature come quelle dei tronchi d'albero.
Infine ho cosparso con scaglie di cioccolato fondente!


Sono sincera, questo tronchetto mi ha conquistata!
E fare il pan di spagna è stato utilissimo, visto che è la base per molti dolci!

Stasera la prossima lezione..vedremo quali sorprese ci ha riservato lo chef!
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venerdì 8 marzo 2013

Basta che non mi regaliate le mimose..


Avete presente quella bella sensazione di pace quando si stacca il cervello e si pensa solo a se stessi e a fare qualcosa di piacevole e rilassante?

Ecco, io no.

Sono settimane, ma forse ormai mesi, che mi sento in apnea.
Sempre di corsa, sempre un po' demoralizzata, sempre un po' così, che neanche so spiegarlo.
Non ho il tempo di fare nulla..me lo devo creare.
E vorrei scrivere, tanto che a volte mi viene la smania, di riaprire questa pagina e ubriacarmi del ticchettio dei tasti..ma non posso mai quando vorrei.

Ora non volevo, ero già a letto.
Perché sono stanca e vecchia e domani è sabato e sarà una giornata lunghissima.
Poi così, prendo l'Iphone e cerco una roba su Google e mi imbatto in questo:


'Sta cosa brutta è il doodle di oggi.
Ma io dico..è la Festa della Donna..e tu mi fai un disegno di donne orrende con facce distorte, dentro una scatoletta di sardine?
Comunque, da questo disegno mi è partita la riflessione sull'8 Marzo e su quanto sia insignificante per me.
Oggi la Festa della Donna vuol dire essenzialmente: mimose e serata pazza con le amiche (e se ci scappa lo spogliarello..meglio ancora).
Ora, io non vorrei fare l'asociale o quella criticona, ma a me le mimose fanno altamente cagare e se voglio uscire con le mie amiche, non aspetto che sia la società a darci la serata per farlo e mai e poi mai vorrei vedere uno spogliarello dal vivo perché so che riderei per la ridicolaggine (?) della cosa dall'inizio alla fine.
L'8 Marzo dovrebbe essere un'altra cosa. 
Non voglio essere retorica e dire che tutti i giorni deve essere la nostra festa, perché se tutti i giorni fosse una festa, non sapremmo più divertirci e apprezzare il valore di certe cose.
Però perché ricordarsi di volersi bene un giorno all'anno?
Perché non facciamo le cose che ci fanno stare bene, non cerchiamo di parlare, di ridere, di baciare, di essere persone serene, tutti i giorni?

Io non ho ricevuto mimose (a parte quelle del mio capo che ho lasciato in ufficio).
Stasera non sono andata a cena con le mie amiche perché sono a pezzi.
Non ho ricevuto regali dal mio ragazzo.
Eppure posso dirvi una cosa?
Posso sentirmi poco valorizzata come lavoratrice, poco difesa come cittadina, e una "ragazza" ancora un po' intimorita dal futuro..ma sono una Donna felice.
Perché mi sento donna quando mi rendo conto di riuscire pian piano a superare una cosa che mi fa star male; quando mi sento brava in quello che faccio; quando mi rendo conto che il cammino che ho iniziato è quello giusto e mi ripeto che ce la posso fare; quando guardo negli occhi il mio ragazzo e non vedo amore cieco, ma stima, serenità, trasparenza e forza; quando piango e dopo mi asciugo le lacrime.
E mi sento più donna quando sono struccata e in pigiama e il mio ragazzo mi trova irresistibile lo stesso, rispetto a quando esco tutta perfetta con i miei vestitini british e il mio rossetto rosso.

Quindi per favore, donne, stasera ricordatevi chi siete.
E lasciate a casa gli abitini succinti e vestitevi del vostro migliore sorriso e della vostra forza.
Che quelle sono le cose da festeggiare.

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