sabato 13 ottobre 2012

Adagio


Ci sono quelle notti in cui ti chiedi cosa ci fai ancora sveglia.
Che fra 3 ore hai la sveglia, hai mal di testa e non dormi bene da una settimana..eppure proprio non ce la fai a chiudere gli occhi e sprofondare.
E allora ascolti.
Il respiro lento e regolare della tua cagnolina che dorme nella cuccia accanto al tuo letto, le ruote sull'asfalto delle macchine che passano solitarie, qualcuna con lo stereo troppo alto ed una canzone sbagliata, il delicato russare dei tuoi genitori nella stanza accanto, che dormono insieme da 47 anni e ti viene da chiederti se a te succederà mai.
E poi senti il battito del tuo cuore.
E ti chiedi quanto ti conosci veramente.
E ripensi a delle parole che ti hanno ferita perché pronunciate da qualcuno che già ti conosce più di quanto tu conosca te stessa..e dio se fa male.
Scoprire di essere un libro aperto che chiunque può leggere, non poter mettere neanche una maschera, che nessuno ci crederebbe.
Fa male. Fa male come quando vorresti piangere e non puoi, che le senti scavarti dentro quelle lacrime e pensi che presto non rimarrà che acqua salata di te.
Io sono così.
Ma così come?
Una persona che mette il suo cuore in mano agli altri, perché tenermelo per me mi spaventa, perché poi cosa ci faccio.
Allora lo do all'amico che mi è accanto da 12 anni e che lo tiene in una cassetta di sicurezza: lo tira fuori ogni tanto per accarezzarlo e per il resto del tempo si prende cura di me con il ricordo di quella carezza e la sicurezza di un passato ed un futuro insieme.
Lo do alle mie passioni, che si riempia di zuccheri mentre preparo un dolce, di lingue diverse, di film in bianco e nero, di viaggi, luci e libri.
Lo do a mio fratello che sarà sempre la mia unica vera famiglia, che agli altri ho provato a darlo..ma non hanno capito cosa fosse e l'hanno scheggiato, messo da parte, dimenticato, sminuito.
Lo do alle amiche che sono come sorelle e lo coccolano e non lo fanno sentire solo.
Lo do al mio cane che piange e non mangia quando vado via, che quando piango al buio, nella mia stanza, si mette vicino a me e piange in silenzio.
Lo do a chi mi è amico da poco e lo sarà per sempre.
E poi lo do a un uomo.
A uno che mi protegge per anni ma poi non mi ama e non amo come dovrei.
A uno che vuole solo portarmi a letto, nonostante ho sempre creduto che quella fosse l'ultima cosa che si potesse volere da me.
A uno che colleziona cuori e al quale il mio solo non basta.
A uno che non sa cosa vuole ed il mio cuore lo vuole un giorno si e l'altro no.
E poi lo do ad uno che ho aspettato tanto ed è arrivato in fretta, che mi legge dentro e mi spaventa, che a volte non mi lascia entrare ma mi fa solo sbirciare, che mi fa sentire terribilmente sbagliata ed incredibilmente perfetta, che mi fa ridere, mi fa godere, mi fa male, mi tiene sospesa.
E voglio che lì rimanga, in mezzo ai miei errori, ai suoi sbagli.
Alla mia voglia di sentirmi importante, alla mia paura di non essere abbastanza.
Perché mi porto dietro tutti i graffi di chi prima mi ha fatto solo male.
Male.
E allora prendo e inizio a scrivere..e domani sarà tutto un'enorme sciocchezza.
Si apre la finestra ed entra un'aria gelida.
Mi rintano dove nulla può farmi male e torno ad ascoltare il battito del mio cuore, adagio.

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