martedì 23 ottobre 2012

Day 153


Realizzare che oggi è martedì e fra cinque giorni partirò, mi fa venire un po' d'ansia: non ho idea di che tipo di vestiti (e quanti!) portare, non so quando troverò il tempo di preparare tutto e fare le valige e sì, faccio incubi sull'aereo.
Ne ho presi centinaia, eppure ogni volta che salgo su un aereo, muoio un pochino.
E' una paura inspiegabile e dolorosa, mi lascia senza fiato e tremante..in quel momento in cui l'aereo si stacca da terra, sento anche staccarsi una parte di me: tutte le mie certezze, i miei punti di forza svaniscono e non sono nient'altro che un puntino in mezzo al nulla.
Però sono fiera di me, perché la mia voglia di viaggiare e scoprire è più forte della mia paura.
E poi diciamolo, sono troppo orgogliosa e testarda per lasciare che una paura mi impedisca di vivere la mia vita come voglio.
Quindi ok..continuo a sognare catastrofi, ma domenica a quest'ora sarò nella mia amata Londra e tutto questo terrore sarà stato ripagato.
Intanto in questi giorni la mia esistenza si divide tra il lavoro (sempre troppo poco), la palestra e il mio ragazzo.
Dire che mi sento felice è davvero poco.
Ma questo blog ha la sua dose di dolcezza grazie ai miei dolci, non mi ci metto anche io a fare la sentimentale!

Ieri ho finito un libro che non vedevo l'ora di leggere e che, come ogni cosa dalla quale ci si aspetta molto, mi ha un po' delusa.
Si tratta di "Lolita" di Vladimir Vladimirovic Nabokov.
La storia è conosciutissima: il rapporto pedofilo ed incestuoso tra l'insegnate quarantenne Humbert e la dodicenne "ninfetta" Dolores.
Ho trovato alcune parti lente e pesanti, nonostante abbia apprezzato lo stile e la storia in se'.
Forse il fatto che nella mia mente "Lolita" fosse una sorta di mito, ha fatto sì che le mie aspettative fossero decisamente troppo alte.
Sono comunque felice di averlo letto..e curiosa di vedere il film ora!


E visto che senza libri non so stare, torno a immergermi nelle pagine di quello che sto leggendo ora.
Appena iniziato ma già mi sta rapendo completamente..quindi addio!


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venerdì 19 ottobre 2012

La Ricetta Segreta Della Felicità: Torta Alle Carote


Rieccomi, dopo qualche giorno di lutto per la perdita del mio sbattitore, a preparare un dolce.
In una mattinata uggiosa come quella di ieri nella mia Torino, cosa avrei potuto fare se non preparare un dolce per una persona speciale?
A dire la verità, ho dovuto comunque attraversare il freddo e la nebbia per andare a comprare alcuni ingredienti che mi mancavano..ma poi mi sono rintanata prontamente in casa perché proprio non sono ancora pronta ad affrontare questo autunno torinese!
C'è anche da aggiungere che qualche giorno fa ho fuso il motore della mia povera macchinina (600 € di danni..mi viene da piangere) e quindi mi sto spostando a piedi o con i mezzi e no, non è sempre un piacere con questo freddo gelido!
In ogni caso ho poco da lamentarmi del freddo torinese, visto che tra dieci giorni sarò a Londra e i suoi 14°!
Ma torniamo al dolce..
E' una torta alle carote e sinceramente non vedevo l'ora di farla: tutti gli altri tentativi di torta alle carote non mi hanno soddisfatta, vediamo se questa ricetta (sempre tratta dal libro di Jules Stanbridge) sarà in grado di farlo!
A voi..

TORTA ALLE CAROTE*
La maggior parte delle ricette per questa torta prevede uno spesso strato di glassa un po' acida, ma io preferisco questa. E' a base di olio di semi di girasole e contiene anche uvetta, il che significa che è abbastanza salutare, se si può definire salutare un dolce!

Ingredienti
175 gr di zucchero di canna scuro
175 ml di olio di semi di girasole
3 uova grandi
140 gr di carote grattugiate
100 gr di uvetta
1 scorza d'arancia grattugiata
175 gr di farina autolievitante
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
1 cucchiaino di cannella macinata
1/2 cucchiaino di noce moscata
Per la glassa
175 gr di zucchero a velo
1-2 cucchiai di succo d'arancia

Metodo di preparazione
Preriscaldate il forno a 180°. Ungete una teglia tonda da 20 cm o una quadrata da 18 cm e poi ricopritene il fondo di carta da forno. Mescolate insieme lo zucchero e l'olio finché non si saranno amalgamati. Aggiungete le uova e mescolate leggermente. Incorporate le carote, l'uvetta e la scorza d'arancia. Setacciate la farina, il bicarbonato e le spezie e poi aggiungetele all'impasto mescolando piano. Mettete l'impasto nella teglia e lasciate cuocere per circa 40-45 minuti finché il dolce non sarà solido ed elastico al tatto al centro. Non preoccupatevi se ci vuole un po' di tempo. Lasciatelo raffreddare per cinque minuti prima di spostarlo su una griglia.
Mescolate lo zucchero a velo e il succo d'arancia finché non si saranno amalgamati. Versate poi il liquido ottenuto sopra la torta.




*"La Ricetta Segreta Della Felicità", di Jules Stanbridge, ed. Leggereditore, pag. 191

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lunedì 15 ottobre 2012

So long, my friend.


R.I.P.


Dopo anni di onorata carriera, il mio sbattitore elettrico è venuto a mancare.
Ah, quante ne abbiamo fatte insieme..di cotte e di crude!
Ricordo ancora quel giorno di tanti anni fa, quando mi fosti regalato da una sorella rompiscatole che pretendeva dolci con la panna..fu l'inizio di un idillio che si interrompe ora con somma mia tristezza.
Le tue fruste lucenti erano la segreta promessa di soffici prelibatezze: torte, creme, meravigliose miscele trasformate poi in dolci sfiziosi.
Mi hai lasciata ieri, mentre insieme creavamo uno zabaione alcolico per il birramisù.
Sei uscito di scena con stile, spargendo per tutta la cucina quella dolcissima crema e lasciandomi triste e sola, con la frusta manuale.
Ti terrò sempre nel cuore (e nel mobiletto, perché non ho il coraggio di buttarti).
Con affetto,
Sara
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sabato 13 ottobre 2012

Adagio


Ci sono quelle notti in cui ti chiedi cosa ci fai ancora sveglia.
Che fra 3 ore hai la sveglia, hai mal di testa e non dormi bene da una settimana..eppure proprio non ce la fai a chiudere gli occhi e sprofondare.
E allora ascolti.
Il respiro lento e regolare della tua cagnolina che dorme nella cuccia accanto al tuo letto, le ruote sull'asfalto delle macchine che passano solitarie, qualcuna con lo stereo troppo alto ed una canzone sbagliata, il delicato russare dei tuoi genitori nella stanza accanto, che dormono insieme da 47 anni e ti viene da chiederti se a te succederà mai.
E poi senti il battito del tuo cuore.
E ti chiedi quanto ti conosci veramente.
E ripensi a delle parole che ti hanno ferita perché pronunciate da qualcuno che già ti conosce più di quanto tu conosca te stessa..e dio se fa male.
Scoprire di essere un libro aperto che chiunque può leggere, non poter mettere neanche una maschera, che nessuno ci crederebbe.
Fa male. Fa male come quando vorresti piangere e non puoi, che le senti scavarti dentro quelle lacrime e pensi che presto non rimarrà che acqua salata di te.
Io sono così.
Ma così come?
Una persona che mette il suo cuore in mano agli altri, perché tenermelo per me mi spaventa, perché poi cosa ci faccio.
Allora lo do all'amico che mi è accanto da 12 anni e che lo tiene in una cassetta di sicurezza: lo tira fuori ogni tanto per accarezzarlo e per il resto del tempo si prende cura di me con il ricordo di quella carezza e la sicurezza di un passato ed un futuro insieme.
Lo do alle mie passioni, che si riempia di zuccheri mentre preparo un dolce, di lingue diverse, di film in bianco e nero, di viaggi, luci e libri.
Lo do a mio fratello che sarà sempre la mia unica vera famiglia, che agli altri ho provato a darlo..ma non hanno capito cosa fosse e l'hanno scheggiato, messo da parte, dimenticato, sminuito.
Lo do alle amiche che sono come sorelle e lo coccolano e non lo fanno sentire solo.
Lo do al mio cane che piange e non mangia quando vado via, che quando piango al buio, nella mia stanza, si mette vicino a me e piange in silenzio.
Lo do a chi mi è amico da poco e lo sarà per sempre.
E poi lo do a un uomo.
A uno che mi protegge per anni ma poi non mi ama e non amo come dovrei.
A uno che vuole solo portarmi a letto, nonostante ho sempre creduto che quella fosse l'ultima cosa che si potesse volere da me.
A uno che colleziona cuori e al quale il mio solo non basta.
A uno che non sa cosa vuole ed il mio cuore lo vuole un giorno si e l'altro no.
E poi lo do ad uno che ho aspettato tanto ed è arrivato in fretta, che mi legge dentro e mi spaventa, che a volte non mi lascia entrare ma mi fa solo sbirciare, che mi fa sentire terribilmente sbagliata ed incredibilmente perfetta, che mi fa ridere, mi fa godere, mi fa male, mi tiene sospesa.
E voglio che lì rimanga, in mezzo ai miei errori, ai suoi sbagli.
Alla mia voglia di sentirmi importante, alla mia paura di non essere abbastanza.
Perché mi porto dietro tutti i graffi di chi prima mi ha fatto solo male.
Male.
E allora prendo e inizio a scrivere..e domani sarà tutto un'enorme sciocchezza.
Si apre la finestra ed entra un'aria gelida.
Mi rintano dove nulla può farmi male e torno ad ascoltare il battito del mio cuore, adagio.
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mercoledì 10 ottobre 2012

London = Happiness


Rieccomi dopo qualche giorno di assenza.
Questo autunno mi ha portato un'influenza che non mi vuole lasciare e mi sento un rottame..ma sono dettagli: non mi lascio buttare giù da un po' di tosse!
Oggi poi sono particolarmente felice perché ho finalmente prenotato il volo per tornare nella mia Londra!
Saranno solo cinque giorni ma saprò goderli..
Non vedo l'ora di ritrovarmi nei miei posti preferiti: stare ore ed ore alla Tate Modern (la galleria di arte moderna), mangiare i chicken avocado sandwiches di Pret à Manger, passeggiare per Camden Town, perdermi tra le bancarelle di Portobello Road..
Insomma, chiedetemi oggi cos'è la felicità e vi risponderò che non è nient'altro che un viaggio a Londra.
E poi ritroverò gli abbracci di due amiche sempre troppo lontane per i mie gusti: cosa potrebbe rendermi più felice di questo?




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giovedì 4 ottobre 2012

Pensiero del giorno


"La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline e gli uomini danno la caccia a me. 
Tutte le galline si assomigliano e tutti gli uomini si assomigliano. E io perciò mi annoio.
Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. 
Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, invece, mi farà uscire dalla tana, come una musica. 
E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? 
Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla, e questo è triste! Ma tu hai i capelli color dell’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano … 
Per favore addomesticami."




"Il Piccolo Principe", di Antoine De Saint-Exupéry

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lunedì 1 ottobre 2012

La Ricetta Segreta Della Felicità: Cupcake


Per una che ama i dolci, fare una dieta è la cosa più difficile del mondo.
Ma quanto è bello potere, per un giorno, infrangere le regole e lasciarsi cullare dal sapore di un cupcake ben fatto?
Qualche giorno fa io e la mia amica Martina ci siamo trovate a casa sua a preparare un'altra ricetta dal libro di Jules Stanbridge.
Tra uova, farina e glassa al limone..ci siamo fatte due risate e abbiamo riscoperto il piacere di cucinare insieme: una piccola anteprima di quanto succederà al nostro corso di cucina!
I cupcakes sono venuti davvero bene anche se dobbiamo ammettere di avere ancora qualche problema con la glassa.
Poco male, sbagliando si impara!
Vi lascio alla ricetta..


CUPCAKE*
A tutti piacciono i cupcake. Potete decorarli in qualunque modo vogliate: con le caramelline gommose, fiori di zucchero, gocce di cioccolato, la lista è praticamente infinita. A me piace molto come li fanno in America: burro e glassa di zucchero mischiati e ricoperti di codette. Se volete assaggiarne di ottimi, andate alla pasticceria Magnolia Bakery di New York.

Ingredienti
125 gr di burro non salato ammorbidito
2 uova grandi
1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia
125 gr di zucchero fino
125 gr di farina autolievitante
2-3 cucchiai di latte
Per la glassa
185 gr di zucchero a velo
3-4 cucchiai di succo di limone

Metodo di preparazione
Preriscaldate il forno a 200°. Mettete tutti gli ingredienti in un mixer tranne il latte e lasciate mescolare finché non otterrete un composto omogeneo. Aggiungete il latte finché il composto non avrà raggiunto una consistenza morbida. Con l'aiuto di un cucchiaio mettete il composto nelle formine e riempitele per tre quarti. Fate cuocere in forno per circa 15-20 minuti o finché i cupcake non avranno un colore dorato. Lasciate raffreddare. Tagliate la cima dei dolcetti in modo da ottenere una base piana per la glassatura.





*La Ricetta Segreta Della Felicità, di Jules Stanbridge, ed. Leggereditore, pag. 146 



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